“Senegal familiare”: una recensione di M. Vittoria Vittori sull’Indice di Febbraio 2025

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Nel nuovo colonialismo del mercato

di Maria Vittoria Vittori
Dall’Indice dei libri del mese, N. 2, Febbraio 2025

Viaggiatrice per passione e desiderio di conoscenza, più volte Laura Ricci ha trasposto immagini ed emozioni dei suoi viaggi nella scrittura poetica e saggistica. Ma ciò che si verifica in questo suo libro, Senegal familiare, ha qualcosa di radicalmente diverso, perché è il viaggio stesso ad avere natura particolare: in Senegal è andata insieme a Demba, il giovane senegalese venditore di braccialetti che ha conosciuto nella sua piccola città e che, nel periodo cupo della pandemia, ha aiutato premurosamente nella complicata richiesta del permesso di soggiorno, diventando per lui non soltanto un semplice, per quanto prezioso, punto di riferimento, ma (come viene detto nell’incipit) “sa maman blanche”.
Così, il ritorno a casa di Demba diventa occasione privilegiata per accostarsi a una famiglia, a un paese, a un mondo che l’ha sempre attirata fortemente. Ecco allora dipanarsi, in questa narrazione concentratissima dove nessuna parola è superflua, le tappe dell’avvicinamento al cuore del Senegal: un avvicinamento lento, interiorizzato, profondo.
L’autrice s’inoltra nelle dinamiche relazionali della grande famiglia allargata di Demba, eroe che torna in patria carico di doni ma senza nulla rivelare delle fatiche e delle umiliazioni subite; condivide con parenti e amici quello speciale codice comunicativo che passa attraverso il cibo, amorosamente preparato e raccontato; assimila così in profondità la pacatezza dei ritmi che governano la vita nella cittadina di Diourbel al punto da essere sorpresa dalla fragorosa irruenza di Dakar. La dimensione intima maggiormente si coglie nella descrizione delle merci esposte nei mercati (che siano frutti, oggetti o vestiti) sempre luccicanti e “giubilanti” di vita propria; nella rappresentazione delle persone, ognuna delle quali a proprio agio con il suo corpo e lo spazio in cui si muove; nell’incondizionata fruizione di alcuni luoghi e momenti d’incantata bellezza.
Ma non è mai disgiunta, tale dimensione d’intimità, da un’affilata consapevolezza di matrice storico-politica che conferisce a queste pagine una singolare tonalità di riflessione etica. Se l’isola di Gorée, divenuta il triste simbolo della tratta degli schiavi, è ora “una mescolanza esemplare di etnie, religioni e culture”, altre questioni problematiche insidiano il presente del Senegal. Al vecchio colonialismo europeo, che ha lasciato numerose tracce e non soltanto nell’architettura dell’antica capitale Saint-Louis, si è affiancato un nuovo colonialismo di mercato, efficacemente compendiato dal paradosso del Museo delle civiltà nere di Dakar: costruzione magnifica e necessaria già immaginata dal grande poeta e politico Léopold Sédar Senghor, ma che ha richiesto i massicci finanziamenti provenienti dalla Cina, la quale si è arrogata in cambio i diritti sulle acque d’alto mare, condannando i pescatori senegalesi alla povertà.
E la scrittrice non manca di far notare come su alcuni luoghi di straordinario fascino quali il deserto di Lompoul e il lago Retba, di un incredibile color rosa, incomba la minaccia dell’estinzione.
Contrasti e contraddizioni di un paese popolato di giovani che però non intravedono un futuro possibile, di religione islamica ma non integralista, perché il muridismo è permeato dello spirito d’accoglienza dei sufi; un paese che ha avuto un presidente come Senghor ma che è stato pesantemente segnato dalla corruzione e da violente crisi politiche.
Ed è tale il sentimento di vicinanza a questa complessa realtà da spingere l’autrice a riaprire la narrazione, conclusa nel febbraio 2024 alla vigilia delle elezioni politiche, con la cronaca di quanto emerso da queste elezioni, ovvero l’inaspettata vittoria di Bassirou Diomaye Faye, leader dell’opposizione incarcerato per ragioni politiche e appena uscito di prigione. Cosicché la speciale intensità di osservazione, a tratti venata d’inquietudine, di questo diario di viaggio ritrova, come davanti a un paesaggio sorprendente, il suo tono di fiduciosa apertura al cambiamento.

Venditrice sull'isola di Ngor
Laura Ricci
SENEGAL FAMILIARE
pp.114, € 14,
Robin, Torino 2024